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La biodiversità in Italia: un territorio ricchissimo

27 agosto 2020IL NOSTRO AMBIENTE

Una grandissima varietà di ambienti e di specie animali e vegetali fanno dell’Italia un paese con un alto valore di biodiversità: ma di cosa parliamo esattamente? Si tratta solo di un parametro per le statistiche o è qualcosa di più? Scopri con noi di cosa si tratta, perché è un tema così dibattuto e importante, e quale impatto ha sulla nostra vita.

La biodiversità in Italia: un territorio ricchissimo

Cos'è la biodiversità? La rete invisibile che collega gli esseri viventi

Possiamo pensare alla biodiversità come a una sorta di rete che collega ogni essere vivente, in cui ogni specie dipende da un’altra e viceversa. Ogni habitat, ecosistema e ambiente per quanto piccoli, sono creati e condizionati fortissimamente dall'esistenza o meno di certe specie animali e vegetali, che insieme ne determinano l’equilibrio e il benessere; questo, chiaramente, avviene sia su scala mondiale che locale, impattando anche sulle attività dell’uomo.

Biodiversità, infatti, significa disponibilità di risorse più o meno abbondanti per l’uomo: il giusto equilibrio di flora e fauna ci garantisce non solo il cibo per sopravvivere, ma anche le materie prime per la produzione di energia, di fibre tessili, di medicinali. Ecco quanto è importante dedicare attenzione alla salvaguardia della biodiversità: l’interdipendenza tra uomo, mondo animale e vegetale del pianeta è un legame strettissimo.

 

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Com’è la situazione della biodiversità in Italia

Com'è la situazione della biodiversità in Italia

Davvero una buona posizione: la biodiversità in Italia è davvero ricca, uno dei tanti aspetti positivi del nostro Paese, che vanta ambienti e habitat tra i più diversi – dalle zone montuose di Alpi e Appennini, alle pianure, agli altipiani fino le coste mediterranee.

Si tratta, come evidenzia anche il Ministero dell’Ambiente, di una situazione di primato in Europa: rispetto le altre nazioni possiamo vantare grande varietà degli ambienti e ricchezza di specie, ben 1/3 delle specie animali europee e la metà di quelle vegetali.

 

Un’ulteriore approfondimento lo possiamo trovare sul sito dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale:

  • La fauna italiana conta tra le specie vertebrate ben 93 specie di mammiferi, 473 specie di uccelli, 58 specie di rettili, 38 specie di anfibi, 473 specie di pesci ossei, 73 specie di pesci cartilaginei
  • in mare la biodiversità è ancora più ricca: la flora presente nei mari italiani ammonta a quasi 2.800 specie, mentre la fauna è stimata in oltre 9.300 specie

È interessante sapere anche che l’Italia vanta un altissimo tasso di endemismo: questo significa che in Italia vivono tantissime specie animali e vegetali che sono presenti solo qui, all'interno dei nostri confini. Ancora di più, allora, ci dobbiamo fare carico della grande responsabilità che questa situazione così fortunata ci consegna: proprio per tutelare le specie a rischio estinzione, già dal 1991 sono state istituite numerose aree protette, tra cui 23 Parchi nazionali, che coprono la quota di territorio più rilevante, poi 134 Parchi regionali, 27 Aree marine protette, 2 parchi sommersi ed il Santuario dei mammiferi marini, per una quota del 10,5% di territorio protetto.

 

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Due esempi di attenzione alla biodiversità

Due esempi di attenzione alla biodiversità: l’oasi di Sant'Alessio e il parco della biodiversità di Catanzaro

Le aree dove flora e fauna possono trovare riparo dall'azione umana e, anzi, mostrarsi in tutta la loro bellezza sono molte, come abbiamo visto. Prendiamo ad esempio due realtà, per farvi capire come le scelte per valorizzare la biodiversità possano essere varie e diverse tra loro, ma comunque accomunate dal medesimo obiettivo.

1. Il Parco della Biodiversità mediterranea di Catanzaro

La prima di cui parliamo oggi è il Parco della Biodiversità mediterranea di Catanzaro: si tratta di un parco di 13 ettari situato nel comune di Catanzaro dedicato alla flora e fauna tipiche dell'area mediterranea. Inaugurato nel 2004, il Parco nasce sulle ceneri di un’area abbandonata che faceva parte della locale Scuola Agraria, che oggi invece se ne prende cura in modo diretto. Al suo interno non troviamo soltanto il giardino botanico – che presenta innumerevoli specie di piante e arbusti caratteristiche della fascia climatica mediterranea – ma è possibile fare sport, con un percorso di 1400m dedicato a podisti e ciclisti, campi da gioco e area fitness; ancora, ampio spazio è dato alla dimensione culturale, con il MUSMI (Museo Storico Militare “Brigata Catanzaro”) e gli spazi dedicati a teatro e attività ludiche. Infine, il concetto di biodiversità si intreccia con la sostenibilità, grazie a opere ingegneristiche dedicate al consolidamento del terreno e la presenza stabile di un veterinario nella sede del CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) per la cura degli animali del parco e per quelli esterni.

In questo parco, quindi, lo spazio per la natura e per l’uomo si intrecciano in maniera virtuosa.

2. L’oasi di Sant'Alessio

Tutt'altra storia è quella dell’Oasi di Sant'Alessio, che ha sede in un piccolo comune in provincia di Pavia. L'ingresso, infatti, è situato nel centro del paese e corrisponde all'accesso del castello di Sant'Alessio, perché proprio attorno a questo castello è nato il nucleo originario dell’Oasi nel 1973, poi espanso negli anni. Il progetto, nato per impulso di Antonia e Harry Salamon che acquistarono il castello all'epoca, era quello di creare un’oasi nel vero senso della parola, in cui dedicarsi al ripopolamento di alcune specie che rischiavano l’estinzione: le prime furono il falco pellegrino, i cavalieri d’Italia e la cicogna. Aperto al pubblico nel 1993, da allora è un esempio di integrazione di diversi progetti, di cura della fauna da un lato e di didattica e intrattenimento dall'altro: i visitatori dell’oasi sono sempre entusiasti e gli animali che la abitano non ne sembrano essere disturbati; i progetti di ripopolamento e liberazione in natura degli animali si susseguono sempre con successo, a partire dalla cicogna bianca fino al martin pescatore e lo scoiattolo rosso.

 

Prendersi cura della biodiversità è qualcosa, insomma, che si può fare con tantissime modalità diverse, cercando di integrare anche le attività umane o meno, ma il risultato finale di questi sforzi è tutelare la vita sulla Terra, partendo da aree circoscritte per salvaguardare il futuro di tutti.

 

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