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In questa pagina trovi le principali domande e risposte (Faq) utili sulla tua fornitura di Energia Elettrica e Gas ABenergie. Per qualsiasi dubbio non esitare a contattare il nostro Servizio Clienti.

Quando è necessario chiamare il distributore?
(Energia Elettrica e Gas)

Qualora il cliente abbia la necessità o l’urgenza di segnalare un guasto, un malfunzionamento di natura tecnica o una situazione di pericolo (ad esempio la caduta cavi elettrici, l’odore gas metano o la rottura di una tubazione del metano fino al contatore), potrà rivolgersi al distributore territorialmente competente al fine di inoltrare la segnalazione e/o di richiederne l’intervento.
A seconda della tipologia di fornitura, il cliente può segnalare all’impresa guasti elettrici o richiedere lo svolgimento dell’attività di pronto intervento afferenti all’utenza di gas naturale.

In che cosa consiste la segnalazione di un guasto elettrico? Come e quando si può effettuare?
(Energia Elettrica)

In caso di emergenza o di guasto al contatore e/o alla rete elettrica, il cliente è tenuto a contattare direttamente il distributore territorialmente competente.
Il recapito dell’impresa distributrice è disponibile nella sezione dedicata alla segnalazione guasti della bolletta, dove viene indicato il numero da contattare.
Nel caso in cui il contatore non sia guasto ma il cliente si trovi comunque nel dubbio che lo stesso non funzioni in modo corretto, sarà invece possibile che lo stesso ne richieda la relativa verifica secondo le modalità espressamente previste dalla normativa vigente.

In che cosa consiste il pronto intervento gas? Come e quando si può richiedere? Qual è il tempo massimo di arrivo del personale tecnico?
(Gas)

Il pronto intervento gas formalmente è definito come l’insieme di azioni volte ad assicurare e/o ripristinare tempestivamente la sicurezza e, laddove tecnicamente possibile, la continuità del servizio di distribuzione gas, in occasione del verificarsi di anomalie sull’impianto di distribuzione o la sicurezza in caso di dispersioni di gas a valle del punto di riconsegna.
Può essere richiesto chiamando il numero telefonico di pronto intervento reperibile sulla propria bolletta e sul sito Internet dell'impresa distributrice territorialmente competente.
Il servizio è gratuito e attivo 24 ore su 24.
La richiesta può essere avanzata nel caso in cui si verifichi una delle seguenti circostanze: dispersione di gas da rete di distribuzione, da impianti di derivazione di utenza, da gruppi di misura; interruzione della fornitura di gas; irregolarità della fornitura di gas; danneggiamento della rete di distribuzione, degli impianti di derivazione di utenza e dei gruppi di misura, in assenza di dispersioni; dispersione di gas a valle del punto di riconsegna e sulla eventuale parte di impianto di derivazione di utenza che non è gestita dall'impresa distributrice né è di proprietà di quest'ultima, anche da parte di chi non è titolare del punto di prelievo stesso.
Il personale incaricato deve presentarsi sul luogo di chiamata al massimo entro 60 minuti dall'inizio della chiamata telefonica, ovvero dall'inizio della risposta.

Come si può chiedere la verifica del funzionamento del contatore e da chi viene effettuata? Entro quanto tempo deve essere comunicato al cliente l’esito della verifica del contatore e quali possono essere le conseguenze dell’accertamento?
(Energia Elettrica e Gas)

Il cliente che nutre dei dubbi in merito al corretto funzionamento del contatore, può richiedere una verifica del contatore al suo venditore, secondo le modalità previste dallo stesso.
Il fornitore informa il cliente dei costi che eventualmente dovrà sostenere e, una volta ricevuta conferma del cliente della volontà di procedere, trasmette la richiesta al distributore entro 2 giorni lavorativi. La verifica del funzionamento del contatore viene effettuata dal distributore secondo quanto previsto dalla normativa tecnica vigente; nel caso di contatore di gas naturale, l’accertamento potrà avvenire, previo appuntamento con il cliente, nel luogo dove è installato il contatore oppure presso un laboratorio qualificato.
Le tempistiche di comunicazione dell’esito della verifica da parte del distributore territorialmente competente variano a seconda della tipologia di fornitura esaminata.
Per l’energia elettrica, al termine degli accertamenti, il distributore dovrà trasmettere l'esito al venditore entro 15 giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta da parte dello stesso; il fornitore avrà a sua volta 2 giorni lavorativi per comunicarne l'esito al cliente finale.
Qualora la procedura conduca all'accertamento di errori superiori ai limiti ammissibili fissati dalla normativa vigente o del non corretto funzionamento dell'orologio/calendario, il distributore comunica al cliente, insieme all'esito della verifica, la data prevista per la sostituzione del contatore, che deve avvenire entro 15 giorni lavorativi dalla data di messa a disposizione dell'esito della verifica.
Qualora l’accertamento verta su un contatore di gas naturale, il distributore sarà invece tenuto a mettere a disposizione del venditore il relativo resoconto entro 20 giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta.
In ogni caso, se da un controllo svolto dal distributore, oppure in seguito a richiesta di verifica del contatore da parte del cliente, vengano accertati errori superiori ai limiti ammissibili dalla normativa vigente, il distributore dovrà ricostruire i consumi registrati erroneamente.

Il distributore può decidere di sostituire il contatore?
(Energia Elettrica e Gas)

Il distributore può sostituire il contatore per eseguirne la verifica, qualora lo stesso dovesse risultare vetusto secondo le norme tecniche vigenti o a seguito di chiamate per guasti elettrici e per pronto intervento

Cos'è il mercato libero?

Da alcuni anni in Italia, come nel resto dei Paesi dell'Unione europea, ogni consumatore può liberamente decidere da quale venditore e a quali condizioni acquistare energia elettrica e gas naturale per le proprie necessità.
Chi esercita questo diritto entra nel mercato libero, dove è il cliente a decidere quale venditore o tipo di contratto scegliere e quando eventualmente cambiarlo, scegliendo l'offerta che ritiene più interessante e conveniente.

Come attivo un nuovo contratto?

Per attivare un nuovo contratto basta sottoscrivere la proposta di fornitura ABenergie. Per sottoscrivere il contratto via web, visita la sezione del sito dedicata alle offerte domestiche e alle offerte business, oppure chiama il nostro Numero Verde 800 984 400 (da rete fissa) o il numero 035 28 19 299 (da rete mobile), da lunedì a venerdì dalle h 8:00 alle h 19:00 e il sabato dalle h 9:00 alle h 12:00.

Quanto tempo serve per passare dal vecchio al nuovo venditore?

Per il passaggio effettivo al nuovo venditore occorrono normalmente da uno a due mesi.
I cambi venditore vengono eseguiti di norma il primo giorno di ogni mese; se il nuovo venditore (venditore entrante) attiva la procedura di switching entro il giorno 10 di un dato mese, il cambio decorrerà dal primo giorno del mese successivo, altrimenti slitterà di un mese. Ad esempio, per ottenere il cambio venditore l'1 febbraio, il venditore entrante deve attivare la procedura di switching entro il 10 gennaio; se questo termine viene superato, lo switching slitterà all'1 marzo.
Per i clienti domestici, se il nuovo contratto non è stipulato presso gli uffici o uno sportello del venditore entrante, questi deve attivare la procedura di switching solo dopo che siano trascorsi, se applicabili, i 14 giorni previsti per l'esercizio del diritto di ripensamento, a meno che il cliente non richieda di dare corso alla stessa prima della scadenza di tale termine.
La data prevista per il passaggio deve essere indicata nel contratto di fornitura concluso con il nuovo venditore.

Quanto mi costa passare ad ABenergie?

Passare ad ABenergie è semplice e gratuito.

Come bisogna procedere in caso di ripensamento?

Per i clienti domestici, se il nuovo contratto non è stipulato presso gli uffici o uno sportello del venditore entrante, questi deve attivare la procedura di switching solo dopo che siano trascorsi, se applicabili, i 14 giorni previsti per l'esercizio del diritto di ripensamento, a meno che il cliente non richieda di dare corso alla stessa prima della scadenza di tale termine.

Come si fa a cambiare fornitore?

Dopo aver scelto, tra le diverse offerte disponibili, quella più adatta alle proprie esigenze, è sufficiente stipulare il nuovo contratto di fornitura in sostituzione di quello precedente. Sarà il nuovo venditore ad attivare la procedura di cambio venditore (switching) e cessazione del vecchio contratto (recesso)

Cambiare fornitore ha un costo?

No, il cambio fornitore è gratuito.

Cambiando fornitore sono previste delle modifiche al contatore di casa?

No, il cambio venditore non comporta interruzioni del servizio né interventi tecnici sul contatore o sugli impianti.

Cambiando fornitore è possibile subire delle interruzioni di fornitura di energia elettrica?

No, durante il passaggio ad un nuovo fornitore l'erogazione di energia elettrica non potrà mai essere interrotta, come stabilito dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA).

Quanto tempo serve per passare dal vecchio al nuovo venditore?

Per il passaggio effettivo al nuovo venditore occorrono normalmente da uno a due mesi. I cambi venditore vengono eseguiti di norma il primo giorno di ogni mese; se il nuovo venditore (venditore entrante) attiva la procedura di switching entro il giorno 10 di un dato mese, il cambio decorrerà dal primo giorno del mese successivo, altrimenti slitterà di un mese. Ad esempio, per ottenere il cambio venditore l'1 febbraio, il venditore entrante deve attivare la procedura di switching entro il 10 gennaio; se questo termine viene superato, lo switching slitterà all'1 marzo.
Per i clienti domestici, se il nuovo contratto non è stipulato presso gli uffici o uno sportello del venditore entrante, questi deve attivare la procedura di switching solo dopo che siano trascorsi, se applicabili, i 14 giorni previsti per l'esercizio del diritto di ripensamento, a meno che il cliente non richieda di dare corso alla stessa prima della scadenza di tale termine.
La data prevista per il passaggio deve essere indicata nel contratto di fornitura concluso con il nuovo venditore.

Cambiando fornitore, chi effettua le riparazioni a guasti al contatore o agli impianti?

Il Distributore locale rimane sempre il proprietario degli impianti, per cui è l'unico soggetto cui spetta effettuare riparazioni o ripristini. Il numero di telefono cui fare riferimento resta invariato, perché è sempre quello del Distributore locale.

Cos’è la voltura? Quanto tempo occorre affinché la richiesta di voltura diventi effettiva?
(Energia Elettrica e Gas)

La voltura è la variazione della titolarità di una fornitura da un cliente ad un altro con il medesimo venditore con il quale è possibile negoziare anche nuove condizioni contrattuali, senza interruzione dell'erogazione di energia elettrica e di gas.
Il fornitore provvederà ad inviare la richiesta di voltura al distributore territorialmente competente entro 2 giorni lavorativi.
Il distributore, a sua volta, provvede all'esecuzione della stessa entro 5 giorni lavorativi.

Che cos'è il subentro? Quanto tempo occorre per ottenere il subentro?
(Energia Elettrica e Gas)

A differenza della voltura, il subentro consiste nell'attivazione della fornitura da parte di un nuovo cliente e con qualsiasi società di vendita, a seguito della cessazione del contratto da parte del precedente titolare che abbia anche richiesto la disattivazione del contatore.
La società di vendita provvederà ad inoltrare la richiesta di attivazione al distributore territorialmente competente entro 2 giorni lavorativi.
Il distributore, a sua volta, provvede all'esecuzione della prestazione di attivazione entro 5 giorni lavorativi.

Quando si parla di nuova attivazione? In quanto tempo viene attivata la fornitura di energia elettrica?
(Energia Elettrica)

Si parla di nuova attivazione quando la fornitura di energia elettrica viene attivata per la prima volta; detta situazione si verifica, per esempio, qualora il cliente abbia acquistato o affittato un immobile presso il quale è presente un contatore mai attivato, neppure in precedenza.
L’attivazione della fornitura è l'operazione necessaria per ottenere la fornitura di energia elettrica, al fine di far funzionare l'impianto del cliente finale. Si richiede al venditore e viene realizzata solo dopo l'allacciamento alla rete e la stipula di un contratto di fornitura.
La richiesta di attivazione presentata al venditore deve essere da questi trasmessa entro 2 giorni lavorativi al distributore, che deve attivare la fornitura entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta.

In che cosa consiste una nuova connessione?
(Energia Elettrica)

A differenza della nuova attivazione, la nuova connessione consiste nell’installazione di un nuovo contatore di energia elettrica e si verifica qualora il cliente debba procedere alla posa dello stesso.

Che cosa è l’allacciamento?
(Gas)

L’allacciamento è l'operazione che consente di collegare l'impianto del cliente finale alla rete locale di distribuzione di gas naturale. L'attività può essere eseguita con lavori semplici o lavori complessi a seconda delle specifiche attività da realizzarsi a cura del distributore.

In che cosa consiste l’attivazione della fornitura di gas naturale? In quanto tempo viene attivata la fornitura di gas naturale?
(Gas)

L’attivazione della fornitura di gas naturale è l'operazione che consente al cliente finale di prelevare gas dalla rete di distribuzione, per usarlo nel proprio impianto. A differenza dell’allacciamento, occorre solo per far giungere il gas all'impianto del cliente finale, eventualmente posando per la prima volta il contatore o riposizionandolo ove in precedenza rimosso.
Per una nuova fornitura, una volta che l'allacciamento alla rete di distribuzione è già stato realizzato, il distributore deve verificare la documentazione tecnica relativa all'impianto interno del cliente finale, per accertare se l'impianto è stato installato nel rispetto delle vigenti norme di sicurezza (cosiddetto accertamento documentale):
Se l'esito dell'accertamento è positivo, il distributore deve attivare la fornitura entro 10 giorni lavorativi dal giorno in cui ha ricevuto la documentazione richiesta completa e correttamente compilata.

Che cos’è la disattivazione della fornitura? Come si deve richiedere e in quanto tempo si realizza?
(Energia Elettrica e Gas)

La disattivazione della fornitura è l'operazione necessaria per cessare l'alimentazione materiale dell’utenza attraverso la chiusura del relativo contatore, anche con l'apposizione di sigilli o con la rimozione del contatore.
L’operazione deve essere richiesta dal cliente al proprio venditore, utilizzando le modalità dalla stessa indicate.
La richiesta di disattivazione deve essere trasmessa dal venditore al distributore entro 2 giorni lavorativi; il distributore dovrà poi provvedere alla disattivazione della fornitura entro 5 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta.

Cosa sono la potenza e la tensione? È possibile richiedere una modifica della potenza e/o tensione del contatore di energia elettrica? Quali sono le tempistiche richieste?
(Energia Elettrica)

La potenza è la quantità di energia elettrica massima erogata dal contatore e viene misurata in kW.
La tensione è la differenza di potenziale elettrico che c’è tra due conduttori elettrici (ad esempio due cavi elettrici in rame); può essere monofase (220V) oppure trifase (380V).
L'utilizzo di numerosi elettrodomestici può comportare il superamento della potenza disponibile sul contatore e, nel caso di forniture con limitazione della potenza, alla conseguente interruzione nell'erogazione di energia elettrica.
Quando un evento del genere capita frequentemente, ovvero se la potenza disponibile del contatore risulta insufficiente alle sue esigenze di consumo, il cliente può effettuare una richiesta di aumento di potenza. Al contrario, qualora il medesimo ritenga che la potenza disponibile sia sovradimensionata rispetto alle sue necessità, l’utente potrà presentare un’istanza finalizzata alla riduzione della stessa.
Le modifiche della potenza e/o della tensione del contatore comportano variazioni alle condizioni economiche e, qualora necessario, anche variazioni alle condizioni tecniche della fornitura (come, ad esempio, un cambio contatore).
La tempistica delle suddette operazioni varia a seconda se sia necessario o meno effettuare un sopralluogo da parte di un tecnico del distributore.

Cos’è il GDPR?

Con l’acronimo GDPR si indica il General Data Protection Regulation, ovverosia il Regolamento Europeo sul trattamento dei dati personali n.679/2016, che detta disposizioni innovative per quel che concerne la protezione dei dati personali delle persone fisiche, o più semplicemente, tutela la privacy degli stessi in senso lato. Fra le molteplici novità, rinveniamo l’introduzione del ruolo del Data Protection Officer, tradotto come Responsabile della Protezione dei Dati, il quale ha il compito, mediante un comportamento proattivo (keyword del Regolamento medesimo) di fornire linee guida all’Impresa, presso la quale è stato nominato, affinchè questa tratti i dati personali delle persone fisiche (interessati) in assoluta conformità con le disposizioni del GDPR. Quest’ultimo introduce inoltre il fondamentale principio di Accountability, che potremmo tradurre come Responsabilizzazione, che vuole che l’Impresa indirizzi il suo operato, con un comportamento proattivo, verso una maggiore sensibilizzazione riguardo la tutela della privacy, dimostrando di aver adottato tutte quelle misure operative e tecniche che si rivelino efficaci ed adeguate per salvaguardare i dati trattati, mitigando il rischio di possibili data breach (vedasi punto dedicato). Ricordiamo infine che, ai sensi dell’articolo 288 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), il GDPR, essendo un Regolamento, ha portata generale, è obbligatorio in tutti i suoi elementi ed è immediatamente applicabile a far data dal 25/05/2018.

Come vengono definiti i dati personali nel GDPR?

L’articolo 4 del GDPR definisce il dato personale come “qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale”. Il Regolamento dedica particolare attenzione a varie tipologie di dati personali che, per loro peculiare vulnerabilità e delicatezza, necessitano un’adeguata protezione, potendo essere trattati in modo lecito solo se ricorrono determinate condizioni, tassativamente indicate all’articolo 6 del GDPR. Stiamo parlando dei dati c.d. particolari. Ai sensi dell’articolo 9 del GDPR, per dati particolari, che il D.lgs.n.196/2003 (Codice Privacy) definiva sensibili, sono da intendersi quelle informazioni con cui si rivelino le origini razziali o etniche, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, o l’appartenenza sindacale del soggetto del quale si trattano i dati, che il GDPR definisce come “interessato”. Per dati giudiziari intendiamo invece quei dati personali che rivelino se l’interessato stia subendo un processo, stia difendendo un suo diritto in giudizio, sia indagato, oppure ancora abbia subito condanne civili o penali.

Cosa si intende per trattamento dei dati personali?

Ai sensi dell’articolo 4 del GDPR, sappiamo che per trattamento dei dati personali si intende qualsivoglia operazione o insieme di operazioni, compiute con o senza l’ausilio di processi automatizzati, che si applichino a dati personali o insieme di dati personali. La raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la strutturazione, la conservazione, l’adattamento o la modifica, l’estrazione, la consultazione, l’uso, la comunicazione mediante trasmissione, la diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione, il raffronto o l’interconnessione, la limitazione, la cancellazione o la distruzione sono le principali operazioni, come elencate dal secondo comma del sopraccitato articolo, mediante le quali si effettua il trattamento dei dati personali.

Che caratteristiche deve avere il trattamento?

Ai sensi del secondo comma dell’articolo 5 del GDPR, il trattamento dei dati personali deve essere informato ai principi di liceità, correttezza e trasparenza e deve essere effettuato perseguendo finalità determinate, esplicite e legittime. Il trattamento dei dati personali deve essere effettuato nel rispetto di tre fondamentali principi : il principio cosiddetto della minimizzazione dei dati, il quale vuole che i dati stessi siano adeguati, pertinenti e raccolti limitatamente alle sole finalità per le quali sono trattati, il principio dell’esattezza, per il quale i dati trattati devono esatti e, se necessario, aggiornati, venendo adottate tutte le misure ragionevoli per cancellare o rettificare tempestivamente i dati che si rivelino inesatti rispetto alle finalità per le quali sono trattati, ed infine il principio cosiddetto della limitazione della conservazione, il quale vuole che i dati siano conservati in una forma tale da consentire l’identificazione degli interessati per un arco di tempo non superiore al conseguimento delle finalità per le quali i dati stessi sono trattati.

L’informativa all’interessato

Ai sensi dell’articolo 13 del GDPR, sappiamo che in caso di raccolta di dati personali il Titolare del trattamento dovrà fornire all’interessato un’informativa nella quale si indichi: il Titolare del trattamento dei dati personali, il responsabile del trattamento, il responsabile della protezione dati (ove designato o designabile), l’oggetto del trattamento e le modalità mediante le quali il medesimo verrà applicato, le finalità che il trattamento perseguirà e la
base giuridica sulla quale lo stesso poggia, i destinatari della comunicazione dei dati personali, il periodo di conservazione dei dati personali oggetto del trattamento, ed i diritti esercitabili dagli interessati.

Il consenso al trattamento dei dati personali

Per il trattamento di alcune tipologie di dati personali, data la loro delicatezza, viene richiesto espresso ed esplicito consenso dell’interessato. Il consenso tuttavia non è la sola base giuridica su cui poggia il trattamento poiché vi sono varie ipotesi, disciplinate dall’articolo 6 del GDPR, che consentono di effettuare in maniera lecita il trattamento dei dati personali di una persona fisica. Si pensi per esempio all’ipotesi in cui il trattamento dati si riveli necessario per l’esecuzione di un contratto di cui l’interessato è parte contraente (es. Proposta di fornitura di energia elettrica e/o gas naturale), oppure al caso in cui il trattamento sia necessario per l’adempimento di un obbligo o di obblighi legali cui è sottoposto il titolare del trattamento (es. Disposizioni impartite da autorità e/o da organi di vigilanza e di controllo, per finalità correlate all’accertamento e repressione dei reati), o all’ipotesi in cui il trattamento si riveli necessario per il perseguimento dell’interesse legittimo del Titolare del trattamento. Tutte le ipotesi appena descritte costituiscono, ai sensi dell’articolo 6 del GDPR, fondamenti di liceità del trattamento dei dati personali conforme al Regolamento Europeo n.679/2016.

Chi è il Responsabile del trattamento?

Ai sensi dell’articolo 28 del GDPR, Responsabile del trattamento è il soggetto che effettua il trattamento per conto del Titolare del trattamento. Tale ruolo può essere esperito da una persona fisica, una persona giuridica, dalla pubblica amministrazione o da qualsiasi altro ente, associazione od organismo preposti dal Titolare al trattamento di dati personali.

Chi è il Responsabile per la protezione dei dati?

Il Data Protection Officer o più semplicemente DPO, in italiano Responsabile della Protezione dei Dati o più semplicemente RPD, è un’innovativa figura introdotta dal GDPR, disciplinata dall’articolo 37 del Regolamento medesimo. Possiamo avere DPO di nomina cosiddetta interna, rinvenibile quando l’impresa individua fra i suoi dipendenti una figura che dia garanzia di affidabilità, competenze e preparazione idonee per garantire il trattamento dei dati in conformità con il GDPR, oppure DPO di nomina esterna, che si ha quando l’Impresa, si affida ad un professionista dotato di esperienza e competenze specifiche, il quale fornisce linee guida all’impresa di riferimento per la completa attuazione del GDPR. Indipendentemente dalla natura della nomina, possiamo definire il DPO come una figura indipendente poiché questi funge da raccordo fra l’Autorità Garante della Privacy e le singole Imprese, operando pertanto a difesa del diritto degli interessati ad ottenere un trattamento dei propri dati conforme al GDPR.

Cosa si intende per Data Breach?

Con l’espressione Data Breach si intende la violazione di sicurezza “che comporta accidentalmente o in modo illecito la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati”. In tali casi, il Titolare del trattamento dovrà tempestivamente informare l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Tale comunicazione avviene mediante notifica che, ai sensi dell’articolo 33 del GDPR, dovrà contenere una descrizione chiara, semplice ed immediata della violazione e della tipologia di dati oggetto della violazione medesima, ed infine descrivere le misure che il Titolare del Trattamento ha adottato o intende adottare per limitare i danni prodotti dalla violazione. Tale obbligo di comunicazione non si applica quando il Titolare del trattamento, valuta come lieve la violazione intervenuta, potendo quindi astenersi dal notificare agli interessati l’avvenuta data breach. L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, tuttavia, potrà comunque imporre al Titolare del trattamento di informare gli interessati della violazione avvenuta, a seguito di sua autonoma valutazione sulla gravità della violazione intervenuta.

Quali diritti può esercitare l’interessato?

A tutela dei propri dati, il GDPR riconosce agli interessati i seguenti diritti:

Diritto di accesso
Esercitando questo diritto, lei potrà ottenere dal Titolare del trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che la riguardano e, in tal caso, ottenere una copia dei dati oggetto del trattamento in corso.

Diritto di rettifica
Esercitando questo diritto, lei potrà ottenere la rettifica (cioè la modifica, l’integrazione o l’aggiornamento) dei dati personali inesatti che la riguardano, in caso di inesattezza, incompletezza od obsolescenza.

Diritto di cancellazione (c.d. diritto all’oblio)
Esercitando questo diritto, lei potrà ottenere la cancellazione dei dati personali che la riguardano. Il Titolare del trattamento provvederà alla cancellazione degli stessi senza ingiustificato ritardo se:
a) i dati personali che la riguardano non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o trattati;
b) in qualità di interessato, lei abbia revocato il consenso su cui si basa quel trattamento e non sussiste altra base giuridica a fondamento dello stesso
c) in qualità di interessato, lei si sia opposto al trattamento e non sussista alcun motivo legittimo prevalente per procedere al trattamento;
d) i suoi dati personali siano stati trattati illecitamente;
e) i suoi dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo legale.

Diritto di limitazione del trattamento
Tale diritto le consente di limitare il trattamento dei suoi dati a quanto necessario alla conservazione dei dati medesimi. In qualità di interessato, potrà ottenere la limitazione del trattamento al ricorrere di una delle seguenti ipotesi:
a) In caso di contestazione dell’esattezza dei suoi dati, per il periodo necessario al Titolare del trattamento per verificare l’esattezza dei dati che la riguardano;
b) Il trattamento è illecito e lei ha richiesto la limitazione dell’utilizzo degli stessi;
c) Benché il Titolare non ne abbia più bisogno ai fini del trattamento, i dati personali sono per lei necessari per l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria;
d) Lei si è opposto al trattamento, in attesa della verifica in merito all’eventuale prevalenza dei motivi legittimi del Titolare del trattamento rispetto a quelli dell’interessato.

Diritto di opposizione
Lei ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento al trattamento dei suoi dati personali che sia basato sull’interesse legittimo del Titolare, compresa la profilazione. Ha, inoltre, il diritto di opporsi in qualsiasi momento al trattamento dei suoi dati personali effettuato per finalità di marketing diretto, compresa la profilazione nella misura in cui sia connessa a tale marketing diretto.

Diritto alla portabilità dei dati
Esercitando questo diritto, lei ha il diritto di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i suoi dati personali forniti a un Titolare del trattamento e ha il diritto di trasmettere tali dati ad un altro Titolare del trattamento senza impedimenti da parte del Titolare del trattamento cui li ha forniti qualora:
a) il trattamento si basi sul consenso o su un contratto; e
b) il trattamento sia effettuato con mezzi automatizzati.
Nell’esercitare i suoi diritti relativamente alla portabilità dei dati, ha altresì il diritto di ottenere la trasmissione diretta dei dati personali da un Titolare del trattamento all’altro, se tecnicamente fattibile.

Diritto di proporre reclamo ad un’autorità di controllo
Ove necessario, lei potrà proporre reclamo all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali per tutelare i diritti descritti.

Diritto alla revoca del consenso
Esercitando tale diritto, lei potrà revocare il consenso prestato in relazione a tutti i trattamenti che si basano su di esso.

È possibile revocare il consenso alla ricezione di comunicazioni commerciali?
Lei potrà revocare in qualsiasi momento il consenso alla ricezione di comunicazioni commerciali, semplicemente inviando una richiesta in tal senso alla casella di posta privacy@abenergie.it ovvero accedendo all’area riservata predisposta sul sito internet www.abenergie.it