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Mercoledì, 5 Febbraio, 2014

La tappa di Francesco e Marco prevista per oggi è l’Osservatorio del Paranal, sulla montagna del Cerro Paranal, quota 2635 m nel deserto di Atacama. Loggia d’onore per ogni amante delle stelle: si dice che mai, a memoria d’uomo, sia piovuto sul Paranal, e questa secchezza climatica contribuisce a rivelare un panorama cosmico senza pari.

In attesa della documentazione dal Paranal, vi riportiamo questa testimonianza di Francesco sulla misteriosa Valle del Elqui, visitata mercoledì scorso. Testimonianza che ci parla di arte, persone, natura e… di un piccolo mistero svelato.

«È vero: nella Valle del Elqui c'è un’energia speciale. Sul tragitto si affianca una diga, nella quale c'è la scultura di Mario Arenas Navarrete, è una struttura in ferro che suona con il vento e in questo luogo del vento si può esprimere al meglio. Crea un’atmosfera davvero speciale, un suono dolce, un sibilo, potrebbe essere il suono classico di un UFO…

«Continuando verso la valle si incontrano montagne desertiche ai lati, e a valle il verde della coltivazione di uva per il vino e per il famoso (e buonissimo) Pisco [un’acquavite tipica del Cile e del Perù ‒ ndr]. Incontriamo osservatori turistici, logge che lo sembrano, con tetti interamente trasparenti per dormire sotto le stelle, ma la cosa più bella è l'energia positiva delle persone che ci abitano, che (come sempre accade) sono in sintonia con la terra che li nutre…

«Qui ci sono stati molti avvistamenti UFO e addirittura un avvistamento collettivo, e cioè molta gente ha visto lo stesso oggetto nello stesso momento. Noi però abbiamo scoperto cosa è accaduto veramente: la giornalista dell'Osservatorio Gemini Sud ci ha raccontato che qualche anno fa, il CTIO (National Optical Astronomy Observatory) ha lanciato una piccola sonda nella valle del Elqui per capire le condizioni dell'aria in previsione di un nuovo osservatorio in questa valle. Molti nella notte hanno visto questa sonda andare verso l'alto e atterrare nella valle…

«In aggiunta, il giorno successivo è arrivato dalla Francia il nuovo specchio di 8 metri del telescopio Pachon che, a tutti gli effetti, ha la forma di una navicella spaziale, perché è racchiuso in un sandwich di ferro atto a proteggerlo dai movimenti e dagli sbalzi di temperatura. La gente ha visto passare questo oggetto gigantesco a forma di Ufo, che subito è stato portato dentro l'osservatorio Gemini, e li è nato il mito, due indizi fanno una prova...

«Comunque sia, l'atmosfera che si respira qui, le persone che vengono a passare del tempo per isolarsi e meditare (non a caso la prima persona che ho incontrato mi ha salutato con un “hare krishna”) mi ha fatto pensare che cercando ostinatamente in una direzione, si riesce sempre a intravedere qualcosa. Un qualcosa che ci tiene in vita, la vita vera…»

dal “campo base” ABenergie (Bergamo)

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