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Sabato, 18 Gennaio, 2014

 

Grandi avversità per grandi avventure

Come ogni avventura che si rispetti non possono mancare le avversità. Ecco quelle che Francesco Pedrini e il suo aiutante Marco Chiodi dovranno affrontare.

Innanzitutto il recupero dei permessi per visitare gli osservatori, perché a volte sono molto difficili da ottenere. Senza di essi l’itinerario dei nostri protagonisti potrà subire variazioni inattese.

Poi l’altitudine, perché spesso si passerà in poche ore da quota zero a oltre 3000 metri sul livello del mare (addirittura 5300 sul Chajnantor, se sarà concessa la visita). 

Le strade, perché quando si devierà dalla famosa Panamericana in direzione dei siti astronomici si imboccheranno strade a dir poco impervie. Per la visita di tutti gli osservatori, non a caso, vengono fatte firmare delle liberatorie di responsabilità sugli incidenti. Nella fase finale del viaggio, poi, a San Pedro de Atacama, si passerà da diversi paesi di minatori, e quindi da strade ancora più dissestate (complici i grossi mezzi che vi transitano quotidianamente).

Altro problema non da poco, essendo pochi i centri abitati: i rifornimenti di acqua e benzina. Il Deserto di Atacama è considerato il più asciutto del mondo, come ogni deserto è tanto affascinante quanto inospitale…

Last but non least il clima desertico-oceanico, caratterizzato da una forte escursione termica, le cui temperature oscillano tra gli 0° notturni ed i 25°-30° diurni.

 

dal “campo base” ABenergie (Bergamo)

 

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